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Статья 285. Злоупотребление должностными полномочиями

Как составить жалобу на превышение должностных полномочий

Лица, наделённые властью, часто выходят за пределы своих должностных прав. Что может причинить вред государственным и личным интересам граждан. При таких правонарушениях, пишется жалоба в прокуратуру на превышение должностных полномочий.

Проблема заключается в том, что далеко не все граждане понимают, где заканчиваются служебные обязанности должностного лица и начинается состав преступления. Именно такая юридическая безграмотность помогает виновным избежать наказания. Здесь важно чётко понимать, что считается преступлением, куда подаётся жалоба и ответственность за такие правонарушения.

Доказательство вины

Чтобы привлечь виновное лицо к ответственности пострадавший или третье лицо (свидетель, представитель пострадавшего), должен обратиться в государственный орган, защищающий права граждан – МВД. Если же превышение полномочий было допущено сотрудником полиции, лучше написать жалобу в прокуратуру.

Чтобы доказать вину должностного лица нужно предварительно подготовить все возможные доказательства осуществления преступления. Это поможет следствию точнее восстановить картину произошедшего. Такими доказательствами являются:

  • документы, полученные во время совершения преступления (к примеру, при неправомерном задержании полицией),
  • документы, подтверждающие причиненный пострадавшему вред (к примеру, медицинское заключение),
  • показания свидетелей,
  • аудио, видео и фото с места преступления.

Пример превышения служебных полномочий — в видео ниже:

Имеющиеся доказательства, а также копию паспорта пострадавшего нужно прикрепить к заявлению в полицию или прокуратуру. В заявлении нужно указать:

  1. Кто и к кому обращается (в шапке).
  2. Адрес и телефон обращающегося (в шапке).
  3. Обстоятельства дела (когда, где, каким образом было осуществлено преступление).
  4. Все известные сведения о преступнике или преступниках.
  5. К каким последствиям привело преступление.
  6. Какая цель данного документа (что требуется сделать).
  7. Дата и подпись.
  8. Перечень прикрепленных доказательств по делу.

После подачи заявления потерпевший, свидетели и обвиняемый могут быть несколько раз вызваны на допрос, а также в суд.

Dispositivo dell’art. 285 Codice di procedura penale

1. Con il provvedimento che dispone la custodia cautelare, il giudice ordina agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria che l’imputato sia catturato e immediatamente condotto in un istituto di custodia per rimanervi a disposizione dell’autorità giudiziaria (1) (2) .

2. Prima del trasferimento nell’istituto la persona sottoposta a custodia cautelare non può subire limitazione della libertà, se non per il tempo e con le modalità strettamente necessarie alla sua traduzione.

3. Per determinare la pena da eseguire, la custodia cautelare subita si computa a norma dell’articolo 657, anche quando si tratti di custodia cautelare subita all’estero in conseguenza di una domanda di estradizione [722] ovvero nel caso di rinnovamento del giudizio a norma dell’articolo 11 del codice penale.

Ratio Legis

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Spiegazione dell’art. 285 Codice di procedura penale

La norma in esame riproduce essenzialmente quella che in origini era la custodia preventiva.Il termine “custodia cautelare” rispecchia maggiormente la natura dell’istituto, la cui applicabilità è fondata infatti sulla sussistenza delle esigenze cautelari di cui all’art. 274.

Ad ogni modo, la misura in commento, essendo la più afflittiva per l’imputato, va descritta come extrema ratio, e quindi disposta solamente qualora il giudice ritenga che le esigenze cautelari non possano essere assicurate con misura meno lesiva della libertà personale.

Oltre alla necessaria sussistenza del pericolo di fuga, di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato, l’applicabilità della custodia cautelare è altresì subordinata ai limiti specifici di cui all’art. 275, e non può quindi essere disposta qualora il giudice ritenga che non potrà essere irrogata la pena delle reclusione per un tempo inferiore ai tre anni.

Oltre a sancire il principio secondo cui l’imputato, prima della traduzione in carcere, non può subire altre limitazione della libertà personale se non quelle strettamente indispensabili alla traduzione suddetta, la norma in oggetto, paragonando de facto la misura alla reclusione vera e propria (in seguito a condanna), impone che il periodo sofferto in stato di custodia cautelare sia scomputato da quello relativo alla pena detentiva disposta con condanna, ai sensi dell’art. 657. Si ricorda inoltre che lo stesso vale per gli arresti domiciliari, anch’essi parificati ad una pena detentiva (v. art. 284).

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Allo stesso modo, va scomputata la custodia cautelare subita all’estero, ovvero nel caso di rinnovamento del giudizio in Italia per reati ivi commessi, anche se già condannato all’estero.

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Massime relative all’art. 285 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 21250/2017

Ai fini del ripristino dell’esecuzione di una misura di prevenzione personale, sospesa per la concomitante carcerazione del sottoposto per espiazione pena, пїЅ funzionalmente competente alla rivalutazione dell’attualitпїЅ della pericolositпїЅ il giudice che ha deliberato il provvedimento, da individuarsi nella corte di appello, nel caso in cui la misura sia stata emessa da quest’ultima in riforma del decreto di rigetto del tribunale.

Cass. pen. n. 41074/2015

Ai fini della sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, пїЅ onere dell’interessato privo di un’abitazione (nella specie, perchпїЅ senza fissa dimora nel territorio dello Stato), fornire tutte le indicazioni necessarie circa la concreta disponibilitпїЅ di uno dei luoghi di esecuzione indicati dall’art. 284, comma primo, cod. proc. pen., con la conseguenza che, in mancanza di queste, il tribunale del riesame, in quanto sprovvisto di poteri istruttori, puпїЅ legittimamente rigettare la richiesta di applicazione della forma di cautela meno afflittiva pur in presenza di una prognosi di condanna a pena non superiore tre anni di reclusione.

Cass. pen. n. 12915/2015

In materia di misure di prevenzione personali, la concomitante sottoposizione del proposto a misura cautelare personale, detentiva o non detentiva, incompatibile con la misura di prevenzione, non consente, al ripristino di quest’ultima, di ritenere superata o attenuata la presunzione di attualitпїЅ della pericolositпїЅ sociale. (Fattispecie, nella quale al ricorrente veniva applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, successivamente sospesa per la sottoposizione del proposto alla custodia cautelare in carcere, e ripristinata, dopo due anni, al cessare della misura cautelare).

Cass. pen. n. 47017/2008

Lo stato di custodia cautelare in carcere per causa diversa da quella relativa al titolo in esecuzione non пїЅ di per sпїЅ preclusivo della valutazione nel merito e, qualora ne ricorrano i presupposti, dell’ammissione a una misura alternativa alla detenzione, incidendo la detenzione solo sulla pratica possibilitпїЅ di esecuzione della misura, che va postergata alla cessazione della misura custodiale.

Cass. pen. n. 294/1999

In tema di misure cautelari personali a carico di tossicodipendenti che intendano sottoporsi ad un programma di recupero presso una struttura autorizzata, ai fini della revoca della custodia cautelare in carcere, a norma dell’art. 89, secondo comma, del D.P.R. n. 309 del 1990, non possono essere di ostacolo i precedenti penali, costituiti da reati in materia di droga non connotati da rilevanza particolare ed attinenti anche al procacciamento di mezzi finanziari necessari al tossicodipendente stesso per l’acquisto di droga destinata al consumo personale. (La Corte, nel motivare la decisione, ha precisato che i precedenti penali del tossicodipendente, se sono sufficienti per una prognosi di reiterazione criminosa, non sono di per sпїЅ sintomatici della richiesta пїЅeccezionale rilevanzaпїЅ delle esigenze cautelari che impedisce la revoca della medesima, intendendosi tale eccezionalitпїЅ nel senso di una esposizione al pericolo dell’interesse di tutela della collettivitпїЅ in modo assolutamente importante e del tutto straordinario, tale cioпїЅ da non risultare compensabile o meglio recessiva rispetto al valore sociale rappresentato dal recupero del soggetto, ancorchпїЅ emergente in termini di probabilitпїЅ).

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Cass. pen. n. 917/1998

La reiterazione del provvedimento impositivo della custodia cautelare in carcere пїЅ consentita quando la nuova misura trova ragione nella valutazione di un nuovo e piпїЅ ampio quadro indiziario in precedenza non considerato perchпїЅ processualmente non utilizzabile. (Fattispecie in cui in precedenza non erano stati allegati agli atti i decreti autorizzativi delle intercettazioni).

Cass. pen. n. 3403/1997

In tema di custodia cautelare al fine di stabilire la compatibilitпїЅ del regime carcerario con lo stato di salute dell’indagato occorre tenere conto non solo della situazione clinica esistente al momento dell’accertamento, ma anche della prevedibile evoluzione del quadro clinico e della potenziale incidenza in modo irreparabile della detenzione sulla salute del paziente. Conseguentemente la compatibilitпїЅ in questione non puпїЅ essere ritenuta sulla sola base della possibilitпїЅ di terapia analgesica praticabile nell’infermeria del carcere, trattandosi non di lenire la sintomatologia dolorosa della malattia, ma di prevenirne l’evoluzione.

Cass. pen. n. 4060/1994

Nell’ipotesi in cui l’ordinanza applicativa della custodia cautelare sia riferibile a delitti per i quali пїЅ consentita l’adozione della misura coercitiva e reati per i quali tale misura non пїЅ consentita, non пїЅ configurabile alcuna nullitпїЅ, poichпїЅ il provvedimento nella sua interezza deriva la propria legittimitпїЅ dall’esistenza di delitti che permettono l’adozione della misura.

Cass. pen. n. 1922/1993

пїЅ ammissibile la reiterazione di un provvedimento impositivo della custodia cautelare in carcere anche se basato sugli stessi fatti quando il precedente provvedimento sia stato annullato dalla Cassazione per vizi di motivazione e non per esclusione della ricorrenza delle condizioni generali di legittimitпїЅ. Solo in tale ipotesi, infatti, in forza del principio del ne bis in idem si determina una situazione di inconciliabilitпїЅ tra i due provvedimenti, quello caducato e quello riemesso, che non possono, quindi, coesistere, in osservanza della regola della preclusione processuale.

Cass. pen. n. 3638/1992

All’omessa pronuncia in ordine alla richiesta di adozione della misura cautelare della custodia in carcere, richiesta avanzata dal pubblico ministero nell’udienza di convalida dell’arresto (peraltro non convalidato dal giudice per le indagini preliminari) va assegnato il valore di rigetto implicito della richiesta, un rigetto da ritenere immotivato e, quindi, censurabile in cassazione ex art. 606, primo comma, lettera e).

Dispositivo dell’art. 285 Codice Penale

Chiunque, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, commette un fatto diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage [422] nel territorio dello Stato [4] o in una parte di esso (1) è punito con l’ergastolo (2) .

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Spiegazione dell’art. 285 Codice Penale

Il bene giuridico tutelato dalla norma in oggetto è rappresentato dalla personalità interna dello Stato come anche, per certi versi ed indirettamente, la pubblica incolumità (per l’ipotesi di strage) e il patrimonio o l’ordine pubblico (per l’ipotesi di devastazione e saccheggio). Per tali motivi il delitto è da qualificarsi come plurioffensivo.

Ad ogni modo, la centralità assunta dalla tutela della personalità dello Stato, permette di differenziare la fattispecie in esame da quella di cui all’art. 422 (strage comune).

La condotta diviene penalmente rilevante allorché si compiano fatti prodromici alla devastazione, al saccheggio, alla strage.

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Ad ogni modo, il requisito implicito dell’idoneità implica un necessario accertamento da parte del giudice circa il pericolo concreto che la condotta ha causato nei confronti del bene giuridico, sicché il requisito dell’idoneità va valutato secondo il procedimento della prognosi postuma ex ante a base totale o parziale.

Appare altresì indispensabile un attento accertamento del dolo specifico in capo all’autore in ordine allo “scopo di attentare alla sicurezza dello Stato”.

Per la precisione, il dolo specifico è doppio, dovendo anche procedersi alla valutazione in merito all’intento di portare alla devastazione, al saccheggio ed alla devastazione. Tuttavia, stando al tenore letterale della norma, tali obiettivi criminosi risultano prospettati alternativamente, sicché è sufficiente, ai fini della consumazione, un fatto diretto a realizzarne uno, con esclusione degli altri.

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Massime relative all’art. 285 Codice Penale

Cass. pen. n. 11290/1993

L’art. 285 c.p. prevede la commissione di un fatto, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, diretto a portare nel territorio dello Stato o in una parte di esso, la devastazione, il saccheggio o la strage. Pertanto, il reato пїЅ correlato ad un duplice dolo specifico, in rapporto al fine dell’attentato ed all’intento di cagionare determinati nocumenti. Ma tali obiettivi criminosi, secondo il significato letterale della norma, risultano prospettati alternativamente, sicchпїЅ пїЅ sufficiente, ai fini della consumazione del delitto, un fatto diretto a realizzarne uno, con esclusione degli altri. (Sulla scorta del principio enunciato la Suprema Corte ha escluso la violazione della relazione tra sentenza ed accusa contestata, poichпїЅ il giudice istruttore, nell’ordinanza di rinvio a giudizio, aveva precisato che la condotta degli imputati era diretta a cagionare solo devastazione (art. 419 c.p.), con esclusione, quindi, dell’ipotesi di strage, art. 422 c.p., ma pure sempre nell’ambito della fattispecie di cui all’art. 285 citato).

Cass. pen. n. 10233/1988

Il delitto di cui all’art. 285 c.p. si differenzia da quello di cui all’art. 422 c.p. unicamente per la presenza, nel primo, del dolo specifico costituito dalla intenzione che l’evento si ripercuota sulle istituzioni statuali come lesione anche alla personalitпїЅ giuridica dello Stato. Il dolo specifico costituito dalla intenzione di uccidere, richiesto dall’art. 422 c.p., non puпїЅ essere surrogato dal dolo eventuale che riguarda il dolo generico e che, essendo indiretto, пїЅ ontologicamente incompatibile con quello specifico.

Cass. pen. n. 4932/1986

La riconosciuta natura eversiva di una associazione (nella specie пїЅOrdine NeroпїЅ) non puпїЅ trasformare, per ciпїЅ solo, un delitto di strage comune in quella politica prevista dall’art. 285 c.p.

Non integra il delitto di strage politica, di cui all’art. 285 c.p., bensпїЅ quello di strage comune, previsto dall’art. 422 stesso codice, l’attentato compiuto contro la sede di un partito politico. Tali organismi, infatti, non possono identificarsi, istituzionalmente, con la personalitпїЅ dello Stato, nпїЅ con alcuna delle sue articolazioni, anche se la Costituzione, all’art. 49, li prevede come strumenti per realizzare il diritto dei cittadini di concorrere, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. (Fattispecie relativa ad attentato compiuto da пїЅOrdine NeroпїЅ contro una sede del partito socialista italiano).

Cass. pen. n. 13466/1980

Integra il reato di saccheggio il fatto commesso da una pluralitпїЅ di persone che si impossessa indiscriminatamente di una rilevante quantitпїЅ di oggetti con azione sorretta da spirito di assoluta prepotenza e non curanza per l’ordine costituito.

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